Studi di settore
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Circolare dell'Agenzia delle Entrate (CIR) n. 11 /E del 16 febbraio 2007 paragrafo 1 - risposte ai quesiti sulle novitÓ in materia di Studi di Settore

 

1.1......... Continuità nello svolgimento dell’attività.

1.2......... Indicatori di normalità economica.

1.3......... Limiti all’accertamento.

1.4......... Valenza probatoria.

1.1  Continuità nello svolgimento dell’attività

D.     Le nuove cause di esclusione degli studi di settore prevedono che continuino ad applicarsi, tra l’altro, anche nelle ipotesi di chiusura e riapertura qualora “l’attività costituisce mera prosecuzione di attività svolte da altri soggetti”. Come si interpreta la nuova lettera b) del comma 4 dell’art. 10 della legge 146/98 in simili circostanze?  

R.     La disposizione prevista all’articolo 10, comma 4, lettera b), della legge 8 maggio 1998, n. 146, così come modificato dall’articolo 1, comma 16, della legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria 2007), conferma tra le cause di esclusione dall’applicazione degli studi di settore l’inizio o la cessazione dell’attività nel periodo d’imposta. Tuttavia, la nuova disposizione precisa che l’accertamento sulla base degli studi di settore si rende comunque applicabile:

1. in caso di cessazione e inizio dell’attività, da parte dello stesso soggetto, entro sei mesi dalla data di cessazione;

2. ovvero quando l’attività costituisce mera prosecuzione di attività svolte da altri soggetti.

Con riguardo a tale ultima ipotesi (vale a dire quando l’attività costituisce mera prosecuzione di attività svolte da altri soggetti), deve ritenersi che la fattispecie si verifica quando l’attività presenta il carattere della novità unicamente sotto l’aspetto formale, ma che viene svolta, ancorché da un altro soggetto, in sostanziale continuità.

Altra caratteristica è costituita dalla omogeneità dell’attività rispetto a quella preesistente. Il requisito della omogeneità sussiste se le attività sono contraddistinte da un medesimo codice di attività ovvero i codici di attività sono compresi nel medesimo studio di settore.

In relazione alla concreta applicazione della disposizione, per tutti gli altri casi, deve tuttavia evidenziarsi che la verifica “della prosecuzione dell’attività” deve essere effettuata caso per caso con riguardo al contesto generale in cui la nuova attività viene esercitata.

A titolo esemplificativo devono comunque ritenersi “prosecuzione di attività svolte da altri soggetti” le seguenti situazioni di inizio di attività derivante da:

- acquisto d’azienda;

- donazione o successione d’azienda;

- operazioni di trasformazione;

- operazioni di scissione e fusione d’azienda. 

1.2  Indicatori di normalità economica

D.     I nuovi indicatori di normalità economica saranno calcolati da Gerico, oppure saranno comunicati, mediante una sorta di invito al contraddittorio, da parte degli uffici periferici?

Nel caso di calcolo effettuato da Gerico, si avranno due livelli di adeguamento (ossia quello di congruità e quello di normalità economica) oppure l’adeguamento puntuale sarà tarato anche in funzione dei nuovi indicatori? 

R.     Sia gli indicatori previsti dall’art. 10-bis, comma 2, della legge n. 146 del 1998, così come introdotto dall’articolo 1, comma 13, della legge finanziaria 2007, che gli indicatori di normalità economica previsti al comma 14, della medesima legge, incideranno direttamente sul risultato derivante dall’applicazione degli studi di settore effettuato da GERICO, nel senso che una eventuale “incoerenza” ad uno o più indicatori comporterà una maggiore stima del ricavo o compenso.

Pertanto, sia il ‘ricavo minimo’ che il ‘ricavo puntuale’ saranno maggiorati in relazione alle ipotesi di incoerenza agli indici di normalità economica previsti dal comma 14. Si avrà comunque un solo livello di adeguamento: il soggetto risulterà “non congruo” alle risultanze degli studi di settore nel caso in cui i ricavi o compensi dichiarati risultino inferiori ai valori stimati dallo studio di settore, tenendo conto anche dei maggiori ricavi o compensi derivanti dall’applicazione dei predetti indicatori.

Il software GERICO 2007 visualizzerà il maggior ricavo attribuibile a ciascun indicatore di incoerenza di normalità economica. 

1.3  Limiti all’accertamento

D.     Il nuovo comma 4-bis del citato articolo 10 della legge 146/98 pone dei limiti all’accertamento induttivo. Si chiede se la limitazione opera solo se il contribuente è sia congruo sia adeguato ai nuovi indicatori economici? E dunque, è lecito presumere che gli indicatori saranno accolti da Gerico?

Il limite di 50 mila euro non è una franchigia, nel senso che se superato l’intero importo è recuperato a tassazione? 

R.     Il nuovo comma 4-bis, articolo 10, della legge 146 del 1998, introdotto dal comma 17 della legge finanziaria 2007, prevede una particolare inibizione dell’attività di accertamento di tipo presuntivo nei confronti dei contribuenti che dichiarano, anche per effetto dell’adeguamento in dichiarazione, ricavi o compensi pari o superiori al livello della congruità risultante dall’applicazione degli studi di settore, tenuto conto anche dei valori di coerenza risultanti dagli specifici indicatori.

Infatti, per tali contribuenti non è possibile effettuare le rettifiche dei ricavi o dei compensi sulla base di presunzioni semplici, ancorché gravi, precise e concordanti, quando l’ammontare dei maggiori ricavi o  compensi accertabili, con un massimo di 50.000 euro, sia pari o inferiore al quaranta per cento dei ricavi e compensi dichiarati. Il limite di 50.000 euro non costituisce in alcun modo una franchigia, per cui se l’ammontare accertabile sulla base di presunzioni semplici è superiore a tale importo è effettuabile la rettifica dei ricavi o compensi nella misura complessiva risultante. 

1.4  Valenza probatoria

D.     Si chiede di capire l’esatta portata della nuova lettera b) del comma 1 dell’articolo 10 della legge 146/98, come modificato dal comma 23 della finanziaria 2007.

R.     La modifica normativa relativa all’articolo 10, comma 1, della legge n. 146 del 1998, prevista dall’art. 1, comma 23, lett. b), della legge finanziaria 2007 è correlata alla abrogazione, effettata ad opera del decreto legge n. 223 del 2006, del comma 2 del citato articolo 10 e ribadisce, ancora una volta, la valenza probatoria degli studi di settore quale presunzione relativa, dotata dei requisiti di gravità, precisione e concordanza.

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