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Studi di settore: l’adeguamento in dichiarazione cresce del 130 per cento

Le comunicazioni di irregolarità inviate la primavera scorsa, alla vigilia della presentazione della dichiarazione dei redditi, a 113.974 contribuenti sottoposti agli studi di settore, hanno prodotto una crescita del gettito valutata in circa 410 milioni di euro, di cui 321,3 milioni arrivano dall’Iva, 74,9 da Ires e Irpef  e 13,6 dall’Irap. Particolarmente significativo il dato sull’incremento dell’adeguamento in dichiarazione pari a 152 milioni.

E’ quanto emerge da una prima analisi dell’Agenzia delle Entrate relativa a 108.078 contribuenti. I restanti 5.896 non sono stati considerati in quanto non hanno presentato la dichiarazione dei redditi o il modello relativo agli studi. L’iniziativa, avviata dall’Agenzia in via sperimentale con l’obiettivo di migliorare l’adeguamento spontaneo dei contribuenti, ha registrato un significativo successo. Non va dimenticato che la platea interessata dalla missiva era quella che presentava le maggiori incongruenze e anomalie nella gestione del magazzino, nella contabilizzazione dei beni strumentali e nelle indicazioni relative al personale.

Nel dettaglio, dai dati emerge che nel 2006 i ricavi complessivi dei 108.078 contribuenti monitorati sono aumentati di oltre 2 miliardi di euro (+6,7%), passando 30,32 mld a 32,34, mentre il reddito è aumentato di 340,7 milioni (12,87%), passando da 2,6 a 2,9 miliardi.
L’incremento più significativo è stato l’adeguamento in dichiarazione, passato da 116,1 milioni a 268,6 milioni con una crescita di 152,5 milioni pari al 131,2%. L’incremento dei redditi, seppur significativo, risente del dato in controtendenza dei contribuenti (oltre 25.300) ai quali erano state segnalate incoerenze nella gestione del magazzino. Tali contribuenti registrano un calo del reddito di 54 milioni, con una flessione del 16,7% a fronte di un incremento dell’adeguamento in dichiarazione del 227,6% pari a 93,4 milioni.
In pratica lo ‘sgonfiamento’ del magazzino ha indotto un aumento del costo del venduto e, conseguentemente, una riduzione del reddito dichiarato. Proprio per effetto del maggior costo del venduto circa la metà di tali contribuenti diventa ‘non congrua’ e quindi sarà chiamata dagli uffici al contraddittorio.
 
Lo strumento delle comunicazioni preventive si è dunque dimostrato adeguato per favorire la compliance dei contribuenti. L’Agenzia pertanto sta valutando di utilizzarlo anche in futuro e in modo più ampio, tenuto anche conto del positivo rapporto tra costi e benefici.
 
Nella tabella che segue riportiamo il maggior gettito valutato.

IMPOSTA

MAGGIORE IMPONIBILE

MAGGIORE GETTITO

Iva

2.174.197.340

321.346.367

Irap

340.764.152

13.630.566

Irpef Ires

340.764.152

74.968.113

Totale

2.855.725.644

409.945.046



Roma, 1 dicembre 2007

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