Studi di settore
studi di settore e parametri contabili
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LA GUIDA AGLI STUDI DI SETTORE


Gli studi e la dichiarazione Unico 2005

Il modello dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore non va presentato qualora operi una causa di esclusione dagli studi stessi. Se vi è, invece, una causa di inapplicabilità (per cui si rendono applicabili i parametri), occorre compilare il modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dei parametri.

I soggetti che sono esclusi dalla applicazione degli studi di settore in quanto rientranti tra quelli che determinano il reddito con criteri forfetari (come ad esempio i cosiddetti "contribuenti minimi") sono ugualmente tenuti alla presentazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore senza indicare i dati richiesti nel quadro F relativo agli elementi contabili.

Si fa presente che, in caso di omessa presentazione del modello, si applica la sanzione amministrativa da euro 258,00 a euro 2.065,00, ridotta ad un quinto del minimo se la presentazione avviene entro il termine fissato per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è commessa la violazione.

Per verificare se i risultati della dichiarazione dei redditi sono in linea con i ricavi o i compensi attesi dalla metodologia degli “studi” i contribuenti sono tenuti, al momento della dichiarazione dei redditi, a comunicare due tipi di dati:

· i dati contabili;

· i dati extra-contabili.

Il modello dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore va presentato solo dai contribuenti che svolgono una o più delle 490 attività comprese nei 206 studi di settore approvati ed è utilizzato anche ad aggiornare al periodo d’imposta 2004 la base dati riguardante le informazioni extra contabili presenti nell’archivio informatico dell’Amministrazione Finanziaria.

Il modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore si considera parte integrante della dichiarazione dei redditi e va presentato e inviato entro gli stessi termini previsti per quest’ultima

Applicazione dei codici di attività ATECOFIN 2004.

Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 23 dicembre 2003 è stata approvata la nuova tabella di classificazione delle attività economiche, denominata ATECOFIN 2004. Tale nuova classificazione deve essere utilizzata con riferimento al codice di attività economica da indicare in atti e dichiarazioni da presentare all’Agenzia delle Entrate a partire dal 1° gennaio 2004, ed in ogni altro adempimento posto in essere con l’Agenzia delle Entrate che ne richieda l’indicazione.

La tabella ATECOFIN 2004 è resa disponibile in formato elettronico anche sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it.

I modelli relativi agli studi di settore sono stati predisposti sulla base dei nuovi codici di attività ATECOFIN 2004. La nuova classificazione introdotta non comporta particolari problemi ai fini dell’applicazione degli studi di settore, considerato che, nella maggior parte dei casi, anche con la nuova classificazione si rende applicabile lo stesso studio di settore in vigore precedentemente all’introduzione dei nuovi codici.

Tuttavia, come già evidenziato nella circolare n. 27/E del 18 giugno 2004, in particolari ipotesi, potrebbe accadere che, per effetto della nuova classificazione ATECOFIN 2004:

1. alcune attività, che con la precedente classificazione non erano assoggettate ad alcun studio di settore (o ai parametri), rientrino, con la nuova classificazione, in un codice di attività per il quale trova applicazione lo studio di settore (o i parametri);

2. alcune attività, che con la precedente classificazione erano assoggettate ad un determinato studio, con la nuova classificazione siano state incluse in uno studio diverso da quello precedentemente applicato;

3. alcune attività, che con la precedente classificazione erano assoggettate a parametri, con la nuova classificazione, siano assoggettabili ad uno studio di settore;

4. alcune attività, che con la precedente classificazione erano assoggettate a studi di settore, con la nuova classificazione, siano assoggettabili ai parametri;

5. alcune attività, che precedentemente erano assoggettate a studi o a parametri, con la nuova classificazione non siano assoggettabili né ad uno studio di settore né ai parametri.

In tutte le predette ipotesi, il contribuente sarà comunque tenuto ad applicare la disciplina (studio di settore o parametri) vigente prima dell’introduzione della nuova classificazione ATECOFIN 2004.

Pertanto, ad esempio, nel caso in cui il soggetto, per effetto esclusivamente dell’introduzione dei nuovi codici ATECOFIN 2004, venisse incluso in uno studio diverso da quello precedentemente applicato, lo stesso dovrà indicare nel quadro RF, RG o RE del modello Unico 2005 il codice ATECOFIN 2004 relativo alla propria attività esercitata, mentre nell’allegato studi di settore dovrà indicare il codice attività ATECOFIN 2004 collegato allo studio di settore applicabile precedentemente alla introduzione dei nuovi codici di attività.

Nel caso in cui precedentemente all’introduzione dei nuovi codici ATECOFIN 2004 il contribuente fosse soggetto a parametri ed ora, invece, risulti applicabile uno studio di settore, lo stesso dovrà indicare nel quadro RF, RG o RE del modello Unico 2005 il nuovo codice e sempre nel medesimo quadro, la causa di inapplicabilità contraddistinta con il codice 4. In tal modo al contribuente sarà applicabile la metodologia di controllo sulla base dei parametri.

Trova comunque applicazione la nuova classificazione ATECOFIN 2004 per gli studi approvati o revisionati sulla base dei nuovi codici di attività ATECOFIN 2004 (studi approvati o revisionati con provvedimenti successivi al 1° gennaio 2004).

Regolarizzazione del codice attività

I contribuenti che non hanno provveduto a presentare la dichiarazione di variazione attività disciplinata dall’art. 35, 3° comma, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, o che abbiano effettuato tale dichiarazione in modo errato, possono indicare in dichiarazione dei redditi (in particolare, nei modelli per gli studi di settore e nei quadri RF, RG o RE) il codice dell’attività prevalentemente esercitata senza incorrere nell’irrogazione di sanzioni, purché provvedano anche a comunicare la variazione dati agli Uffici locali dell’Agenzia delle Entrate entro il termine di presentazione dell’Unico 2005. Nelle istruzioni per la compilazione dei modelli, vengono, pertanto, confermate le precisazioni fornite dall’Agenzia con la risoluzione n. 112 del 6 luglio 2001. Nelle istruzioni viene anche chiarito che quando si verifica lo spostamento della prevalenza nell’ambito di codici di attività già comunicati all’Amministrazione finanziaria, non è necessario presentare la dichiarazione di variazione dati.

Studi di settore e Concordato preventivo

Sono tenuti alla compilazione dei modelli, per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, anche i soggetti che hanno aderito al concordato preventivo di cui all’art. 33 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla L. 24 novembre 2003, n. 326.

I contribuenti marginali

I modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore vengono utilizzati anche dai contribuenti che si avvalgono del regime fiscale delle attività marginali di cui all’art. 14, della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Con le circolari n. 23 del 9 marzo 2001 e n. 86 del 2 ottobre 2001, l’Amministrazione ha fornito indicazioni riguardo ai regimi agevolati previsti dalla finanziaria 2001.

I contribuenti esercenti attività per le quali risultano applicabili gli studi di settore possono avvalersi del regime disciplinato dall’art. 14, della legge 23 dicembre 2002, n. 388, a condizione che i ricavi o compensi conseguiti nel periodo d’imposta precedente risultino di ammontare non superiore al limite stabilito in appositi decreti ministeriali e, comunque, non superiori a 25.823 euro. I ricavi e compensi rilevanti ai fini della determinazione del diritto ad accedere e permanere nel regime agevolato sono quelli minimi derivanti dall’applicazione del software Ge.Ri.Co., ridotti per tenere conto delle situazioni di marginalità che caratterizzano il contribuente anche in riferimento agli indici di coerenza economica. I criteri con cui vengono ridotti i ricavi e i compensi minimi determinati in base all’applicazione dello studio di settore sono stati individuati con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 2 gennaio 2002.

Per individuare la condizione di marginalità economica, tale provvedimento stabilisce le seguenti percentuali di riduzione:

· 6% riconosciuta a tutti i contribuenti in ragione delle condizioni oggettive di svolgimento dell’attività;

· 4% riconosciuta ai contribuenti che svolgono l’attività in comuni situati nelle aree individuate dal gruppo “5” della territorialità generale approvata con decreto ministeriale 30 marzo 1999. Si tratta delle aree di marcata arretratezza economica, basso livello di benessere e scolarità poco diffusa. Se l’attività viene svolta in unità locali situate in più comuni, la riduzione spetta solo se tutti questi comuni appartengono all’area individuata dal gruppo “5” della territorialità generale. La riduzione spetta, invece, in relazione al comune di domicilio fiscale del contribuente se non vengono utilizzate unità locali. Lo stesso criterio viene adottato qualora nel modello per l’applicazione degli studi di settore non venga richiesta l’indicazione del comune per le unità locali.

· 5% riconosciuta ai contribuenti che abbiano compiuto il sessantesimo anno di età. La riduzione spetta anche a coloro che hanno compiuto il sessantesimo anno d’età nel corso dell’anno d’imposta di riferimento ed è attribuita in quanto con il progredire dell’età si verifica una minore efficienza produttiva nello svolgimento dell’attività lavorativa.

La riduzione dei ricavi e dei compensi minimi può, quindi, oscillare da un minimo del 6% in presenza delle sole condizioni oggettive, ad un massimo del 15% in presenza di tutti e tre i fattori.

La verifica dei requisiti per poter accedere e permanere nel regime agevolato va effettuata confrontando i ricavi e i compensi minimi, ridotti delle percentuali indicate, con i limiti stabiliti per ogni studio di settore. I provvedimenti 8 febbraio 2001, 28 febbraio 2001, 26 marzo 2001, 22 febbraio 2002, 17 aprile 2002, 15 aprile 2003, 13 aprile 2004 e 22 aprile 2005 hanno fissato tali limiti.

All’interno del software Ge.Ri.Co. 2005 è disponibile una funzione specifica che consente di verificare quale sia l’entità dei ricavi determinati tenendo conto delle predette riduzioni.

Per accedere o permanere nel regime agevolato occorre prendere in considerazione sia i ricavi dichiarati dal contribuente che quelli calcolati in base agli studi di settore con l’applicazione delle specifiche riduzioni precedentemente indicate. Nel caso in cui i ricavi o compensi dichiarati o quelli ridotti calcolati da Ge.Ri.Co. risultino superiori ai limiti stabiliti per ciascuno studio di settore non è possibile accedere al regime fiscale delle attività marginali o permanere nello stesso.

Per il primo anno il contribuente è ammesso al regime agevolato solo se tanto i ricavi dichiarati nell’anno precedente quanto quelli determinati con gli studi di settore (prendendo in considerazione i dati riferibili all’anno precedente ed applicando le riduzioni più volte ricordate) sono inferiori al limite stabilito per i singoli studi. Se nell’anno precedente si è verificata una causa di esclusione o di inapplicabilità degli studi, si prenderanno in considerazione solo i ricavi o compensi dichiarati senza effettuare alcun ragguaglio nel caso in cui l’attività sia iniziata nel corso dell’anno.

Modelli per l’annotazione separata

Per i contribuenti obbligati all’annotazione separata sono stati predisposti appositi modelli, da utilizzare per indicare i dati contabili e strutturali relativi ai singoli punti o alle singole attività per le quali è stato osservato l’obbligo di separata annotazione degli elementi rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore.

I soggetti esercenti più attività d’impresa per le quali si applicano gli studi di settore ovvero una o più attività in diverse unità di produzione o di vendita (cosiddetti multipunto/multiattività), tenuti per il 2004 alla indicazione separata dei componenti rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi stessi o che per tale periodo di imposta facoltativamente intendano effettuarla, sono tenuti a compilare i seguenti modelli:

· i modelli di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore (SD, TD, SG, TG, SK e TK imprese, SM e TM), indicando i componenti direttamente afferenti e quelli promiscui che è possibile ripartire in base al criterio che il contribuente ritiene più idoneo;

· il modello M Annotazione separata – composizione dei ricavi, indicando i ricavi relativi alle diverse attività esercitate ovvero alle diverse unità di produzione o di vendita;

· il modello N Annotazione separata - dati contabili e del personale a destinazione promiscua, per i dati del personale e quelli contabili che non è possibile ripartire tra le diverse attività esercitate ovvero tra le diverse unità di produzione o di vendita, ovvero quelli contabili e del personale direttamente afferenti che non è possibile indicare nei modelli di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore. L’attribuzione di tali componenti alle singole attività o alle singole unità di produzione o di vendita viene effettuato dal software GE.RI.CO. Annotazione Separata.

La compilazione dei modelli per l’annotazione separata consentirà l’applicazione sperimentale degli studi di settore mediante il prodotto software Gerico A.s. che fornisce indicazioni in ordine:

· al numero e alla tipologia dei tradizionali modelli da compilare per il complesso delle attività svolte dal contribuente;

· alla congruità dei ricavi dichiarati;

· alla coerenza dei principali indicatori economici (ad esempio la produttività per addetto, la rotazione del magazzino) che caratterizzano nel complesso l’attività svolta dal contribuente, rispetto ai valori minimi e massimi assumibili con riferimento a comportamenti normali degli operatori del settore che svolgono l’attività con analoghe caratteristiche.

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