Studi di settore
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LA GUIDA AGLI STUDI DI SETTORE


Gli organismi tecnici e la revisione degli studi nel tempo

La Commissione di esperti è stata istituita con decreto ministeriale 10 novembre 1998, con il compito di esprimere un parere preventivo (prima dell’approvazione e della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale degli studi stessi) in merito alla idoneità dei singoli studi di settore a rappresentare la realtà economica cui essi si riferiscono.

Nel corso dei primi anni di avvio la Commissione ha sottoposto a valutazione oltre 150 mila esempi di attività imprenditoriali e professionali, forniti dalle associazioni in forma anonima. Sulla base delle osservazioni degli esperti sono state apportate delle modifiche anche significative agli studi predisposti, migliorando l’identificazione dei modelli organizzativi del settore e proponendo dei correttivi di carattere contabile per rendere lo studio maggiormente aderente alla realtà economica.

Altro compito della Commissione è quello di raccogliere ed esaminare le osservazioni fornite dagli Osservatori provinciali.

È inoltre previsto un monitoraggio continuo degli studi di settore già approvati, in modo da verificarne la validità nel tempo. A seguito di queste verifiche sono stati realizzati interventi di “revisione” degli studi allo scopo di tener conto delle variazioni dei prodotti, dei processi produttivi, del mercato di riferimento nonché del variare delle realtà professionali.

Nella riunione del 7 febbraio 2002 la Commissione degli esperti ha espresso parere favorevole in merito alla prima revisione di uno studio di settore. Si tratta dello studio SG68U che riguarda il trasporto merci su strada. Nelle riunioni del 6 novembre 2002 e 13 febbraio 2003 sono state validate dalla Commissione degli esperti le revisioni, rispettivamente, degli studi SD13U ed SG69A/B/C/D/E (questi ultimi sostituiti da un unico studio SG69U). Nella riunione del 12 febbraio 2004 sono state sottoposte al parere della Commissione le evoluzioni di altri 13 studi di settore, che sostituiscono studi già in vigore e la cui manutenzione è stata richiesta dalle associazioni di categoria e, in taluni casi, dagli osservatori provinciali, al fine di cogliere le variazioni intervenute nel tempo relativamente ai processi produttivi, ai prodotti, al mercato e alla normativa relativamente ad alcuni settori economici. Gli studi di settore in evoluzione, approvati a decorrere dal periodo d’imposta 2003, sono contrassegnati con la lettera “T” iniziale invece della lettera “S”.

Infine, nelle riunioni del 12 gennaio e 16 febbraio 2005, la Commissione ha dato il proprio parere favorevole alle evoluzioni di altri 59 studi di settore, che sostituiscono ben 82 studi già in vigore.

Gli studi revisionati sono parificati agli studi approvati “ex novo”.

Anche nella fase di revisione degli studi di settore saranno utilizzate le osservazioni delle categorie, degli ordini professionali e degli osservatori provinciali.

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